Pixel 6 il telefono più Premium di Google

Pixel 6 il telefono più Premium di Google

Parlare o scrive dei Pixel è sempre complicato, perché non sono mai progetti semplici da inquadrare, non fanno affidamento sui muscoli come la maggior parte dei top di gamma in commercio ma si affidano sempre ad un concetto o a una filosofia. Se vogliamo rispettano in pieno l’anima di Google, un’azienda sempre in movimento, che lancia ogni anno mille progetti e poi ne chiude altrettanti senza dare quasi preavviso. I Pixel 6 basano l’intera loro filosofia su 3 concetti cardine, Machine learning, Fotocamera e Privacy. Ma andiamo con ordine, avremo modo di parlarne più affondo durante l’articolo.

Dopo un paio di mesi infiniti di news e leak quasi giornalieri, finalmente ieri in una presentazione on line

Google ha tolto il velo suoi nuovissimi Pixel 6 e Pixel 6 Pro, i due telefoni incarnano la visione dell’azienda per Android, grazie a una nuova prospettiva sull’hardware e sul software che collaborano in una sinergia unica nel settore degli Smartphone.

Un estetica e una costruzione Premium senza compromessi

Pixel 6 il telefono più Premium di Google

Con Pixel 6 e 6 Pro, Google da un taglio netto anche nella costruzione e nel design rispetto ai vecchi Pixel, cambiando di fatto una tendenza che vedeva i suoi smartphone mantenere un certo family feeling.

I due nuovi nati sono nell’aspetto tra gli smartphone più unici tra quelli rilasciati quest’anno grazie ai segmenti di vetro multicolore e al modulo fotocamera molto vistoso, entrambi sono IP68 ed entrambi dotati di Gorilla Glass Victus davanti e dietro (Pixel 6 al posteriore monta Gorilla Glass 6).

Niente più il telaio in alluminio unibody rivestito e al suo posto Google ha optato per grandi pannelli di vetro e cornici metalliche ovunque, un design che da subito ha diviso tutti, tra chi lo ama e chi lo odia.

Le specifiche tecniche

Google con questi 2 telefoni ha chiarito a più riprese, durente la presentazione, che piu che alle specifiche tecniche (tra l’altro sono di grande rilievo) punta su di una sinergia tra Hardware e software, motivo per il quale è stato progettato in casa un nuovo sistem on chip, quel tanto chiacchierato Tensor prodotto in collaborazione con Samsung. Il nuovo processore come accennavamo, incarna la visione di Google, ovvero uno strumento capace di portare nella vita di tutti i giorni l’esperienza che la casa Californiana ha maturato nel machine learning, dichiarando che: “ i processori “generici” non riuscivano a stare dietro alle innovazioni introdotte da Google nel campo dell’IA e dell’apprendimento automatico “, una presa di posizione netta da parte di Google.

Due prodotti molto simili

Ma parliamo ora di specifiche tecniche, Pixel 6 è dotato di un display FHD+ da 6,4 pollici con una frequenza di aggiornamento a 90 hz. La serie di telecamere posteriori è costituita da un sensore principale 50 Mp (ancora di provenienza Samsung) e uno grandangolare da 12 Mp ( stavolta Sony). Ha 8 GB di RAM LPDDR5, c’è anche il taglio da 128 GB e 256 GB (UFS 3.1). Altoparlanti stereo, tre microfoni, batteria da 4.614 mAh e carica rapida con USB-PD 3.0 e caricatore da 30 W venduto separatamente.

Come ci si aspetterebbe, il Google Pixel 6 Pro è una variante più grande e più premium del Pixel 6. Dispone di un display curvo 6,7” LTPO OLED QHD+ (3120 x 1440 pixel), 19.5:9, e con Smooth Display fino a 120 Hz.

Rispetto al fratellino ha un’obiettivo in più sul retro da 48 Mp con ingrandimento 4x, ci sono 12 GB di RAM LPDDR5 RAM e i tagli dello spazio di archiviazione comprendono 128 GB, 256 GB e 512 GB (UFS 3.1). Altoparlanti stereo, tre microfoni, batteria da 5.003 mAh e carica rapida con USB-PD 3.0 e caricatore da 30 W venduto separatamente.

Pixel 6 il telefono più Premium di Google

Il novo microprocessore TensorGoogle Tensor

Lasciando da parte per un attimo i freddi numeri concentramoci sulla sostanza, il vero punto di svolta su cui ha fatto molto leva durante la presentazione la stessa Google, ovvero Tensor.

A differenza della maggior parte degli smartphone Android, questo non è un chipset prodotto da Qualcomm, MediaTek o Samsung. Tensor è un processore progettato da Google (e creato in collaborazione con Samsung) e rappresenta il primo chipset mobile di Google di sempre.

Il processore condivide alcune somiglianze con il chipset di Samsung’s Exynos 2100 che equipaggia la serie Galaxy S21, tuttavia, Google ha fatto molti cambiamenti alle funzioni interne, tra cui un diverso layout di 2+2+4 CPU e il proprio processore Tensor per aumentare le capacità di apprendimento automatico e AI del chip. Non solo, Google attenta alla nostra privacy, ha aggiunto il nuovo Tensor Security core, che custodirà i processi di sistema e i task più delicati in un ambiente protetto, e in particolare del chip dedicato alla sicurezza che lavorerà in combinazione con Tensor Security Core per proteggere i dati sensibili dell’utente, le password e i PIN.

I nuovi Pixel di Google abbracciano il concetto di Intelligenza Artificiale e machine learning a tutto tondo e che intervengono in ogni esperienza di utilizzo, dalle fotografie alla (non) digitazione del testo, arrivando anche alla traduzione in tempo reale dei contenuti video. Tutto sarà reso possibile dal il processore Tensor, o almeno questo è quanto ha dichiarato ieri Google alla sua presentazione.

Quindi non una prova di forza nei numeri, ma una prova di forza nell’uso di tutti i giorni di uno strumento, lo smartphone, che ormai stentava a darci nuovi spunti.

SoftwarePixel 6 uno dei telefoni più Premium di Google

Per la prima volta in assoluto, Google promette cinque anni di supporto per Google Pixel 6 e Pixel 6 Pro. Questi cinque anni copriranno le patch di sicurezza e altri aggiornamenti, non le nuove versioni di Android.

Invece, Google offrirà fino a tre major relase per Pixel 6, ciò significa che la serie Pixel 6 arriverà fino ad Android 15. Una volta ricevuto Android 15, si avrà un altro anno di supporto alla sicurezza prima che il telefono raggiunga ufficialmente la sua fine del ciclo di vita.

Ovviamente a bordo troveremo Android 12 con il suo tanto vociferato Material You, con la sua palette di colori dell Ui che su uniforma automaticamente sullo sfondo utilizzato, denominata “color extraction” e molti nuovi Widget e i temi personalizzabili .

Infine Google ha modificato l’aspetto del pannello delle impostazioni rapide, che ora include anche Google Pay e una serie di controlli dedicati alla smart home.

Ambito fotografico

Negli ultimi cinque anni, i telefoni di Google si sono dimostrati sempre tra i migliori in ambito fotografico.

È tutto senza aggiornare o quasi gli obbiettivi dei suoi telefoni, a onor del vero c’è da ammettere che Google, si è affidata molto al suo software di fotografia computazionale di alto livello per fare tutto il lavoro pesante. Quest’anno, però, Google ha finalmente agggiornato i sui smartphone di punta con le migliori tecnologie o quasi sul mercato. Teoricamente, questo balzo in avanti nella qualità hardware combinato con il solito software leader di mercato dovrebbe rendere Pixel 6 e Pixel 6 Pro i migliori telefoni in ambito fotografico dell’anno, se non i migliori.

Ma se il video editing di Google è sempre stato il suo cavallo di battaglia, lo stesso non poteva dirsi del hardware che equipaggiava i vecchi Pixel, ora però con Tensor la musica è cambiata.

Infatti, la grande novità dei Pixel 6 è che le capacità di fare una media dei singoli scatti per migliorare basse luci, mezzi toni e alte luci, ora è una caratteristica anche dei video.

Prima non era possibile perché non esistevano processori abbastanza potenti, e per i Pixel 6 Google ha chiesto aiuto anche agli algoritmi di machine learning come l’HDRnet che agisce direttamente nell’ISP e che permette di ottenere un tone mapping anche sui video in 4K a 60p. Si sta parlando di 498 milioni di pixel al secondo.

Le magie del foto editing made in Google

Ci sono anche altre grandi novità in ambito fotografico che il nuovo processore porta in dote, come Magic Eraser, un algoritmo per el iniminare oggetti (e persone) indesiderati dalle foto, insieme a un’altra gigantesca funzionalità: il Face Unblur.

In alcune foto può capitare che il viso di una persona non sia perfettamente a fuoco perché il soggetto si sta muovendo. La fotocamera dei Pixel usa un algoritmo di machine learning chiamato FaceSSD per capire se nello scatto ci sarà un volto. Quindi scatta una foto usando anche la camera ultra grandangolare per scattare due foto simultaneamente: le combina insieme e poi va a sostituire il volto fuori fuoco con quello a fuoco scattato nella seconda foto e tutto in tempo reale.

Infine c’è anche il Motion Mode, che è capace di dare l’effetto movimento a scatti che sono apparentemente fermi; per esempio, a un treno o una macchina fermi, sullo sfondo dandogli un effetto di movimento.

Alcune di queste nuove funzioni saranno a disposizione anche di altre app di terze parti che fanno uso delle fotocamere, ma Google non ha specificato quali. Probabilmente, Snapchat e Instagram.

Prezzi e Disponibilità

Pixel 6 e 6 Pro sono disponibili in preordine a partire da 8GB a 649 euro per la variante standard, a partire da 899 euro invece per la variante pro.

Purtroppo, Pixel 6 e 6 Pro saranno disponibili in Italia solo a inizio 2022.

Per acquistare i 2 pixel bisognerà a fare riferimento allo store ufficiale di Google localizzato nei vari paesi o nei normali siti di e-commerce tipo Amazon, ma al momento non risultano disponibili né in preordine.

In più, con l’acquisto di Pixel 6 o 6 Pro si avrà in omaggio un paio di cuffie Bose Noise Cancelling 700 (valore: 399,95 euro). Sarà sufficiente effettuare il preordine sullo store ufficiale (UK, Irlanda, Francia, Germania) o presso uno dei rivenditori autorizzati entro il 27 ottobre, attendere 14 giorni, e prima che passino 45 giorni dall’ordine compilare ed inviare il modulo preposto. Le cuffie verranno recapitate a casa entro 60 giorni da quando la richiesta viene accettata

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