Huawei pronta ad abbandonare Android?

Huawei pronta ad abbandonare Android?

Era  maggio del 2019 quando l’amministrazione guidata da Donald Trump imponeva un blocco
commerciale tra le aziende americane e il colosso dell’elettronica di consumo cinese Huawei.

Il blocco coinvolse Google, proprietaria di Android, vietando di fatto agli smartphone dell’OEM asiatico di avvalersi dei  suoi servizi(GMS)  nativamente.

Il vero punto focale della faccenda fu proprio quello:

Huawei poteva utilizzare ancora Android essendo un sistema operativo Open source, ma non avrebbe più potuto usare i suoi servizi.

La reazione dell’azienda di Shenzhen non si fece attendere, dichiarò quasi simultanemente di avere già pronto un proprio sistema operativo chiamato HarmonyOs e che ci stava già lavorando da 10 anni.

Lo fece tramite un video nel quale mostrava un Huawei P30 girare con il già citato sistema operativo proprietario.

Quindi Huawei in una sola mossa disse che non solo era pronta ad abbandonare il sistema
operativo col robottino verde, ma che non sarebbe stata più disposta ad aiutare Google nello
sviluppo.

Huawei non si fermò solo a questo,  da lì a poco inaugurò un suo sistema di servizi chiamato
Hms (Huawei mobile service) e lo store di applicazioni App Gallery che debuttarono con
la serie  P40, lanciata a gennaio 2020.

La mossa di Huawei

Huawei pronta ad abbandonare Android?

Le stelle brillano anche nelle notti più buie. E gli sviluppatori sono le nostre stelle. Tutti insieme
formano una galassia stupenda che ci illuminerà la strada. Il passo avanti di Huawei nello sviluppo del suo ecosistema è il forte sostegno da parte di sviluppatori e partner global

Queste le parole di Richard Yu Ceo di Huawei Consumer Business, con le quali ha aperto la
Developer Conference 2020 , affermando inoltre  che il 10 settembre il sistema operativo
proprietario Harmony Os 2.0 avrà da prima un rilascio graduale per poi arrivare solo in un
secondo momento nel 2021 sugli smartphone.

Non si sa ancora nulla della lineup dei nuovi smartphone che adotteremo HarmonyOs, ma pare che possa dialogare con Emui11 ed arriverà presto per  P40, Mate 30 e Mate Pad Pro.

Sembra però che la personalizzazione proprietaria di Huawei, utilizzi alcune feture di Android 11 e  quindi ancora basata sul sistema operativo del robottino verde.

Huawei ha però precisato che alcuni device basati su Emui11 potranno passare ad HarmonyOs.

Resta da capire se il passaggio sarà a discrezione del cliente o obbligatorio.

Questa scelta dimostra quanto Huawei stia puntando sul nuovo sistema operativo, soprattutto in un’ottica di separazione da Android

Il sistema operativo è open source (donato alla OpenAtom Fondation) e potrà adattarsi ad ogni
prodotto tecnologico (smart TV, warble e automobili).

La concorrenza in un mercato come quello dei software per cellulari faccia bene a tutti (n.d.r.) e che sia giusto avere più scelta.

La “scelta” non può che spingere i produttori di servizi a migliorarsi e ad offrire un prodotto sempre più performante.

Poche aziende al mondo avrebbero avuto la forza e la capacità di fare ciò che ha fatto Huawei, quindi chapeau!