Apple e Google retroscena app covid-19

Apple e Google retroscena app covid-19

10 Aprile 2020, in un comunicato congiunto sia Apple che Google, asserivano di essere a lavoro su un’interfaccia di programma di applicazioni (API).

In tal modo le autorità sanitarie di qualsiasi nazione sarebbero state in grado di sviluppare una app per il tracciamento per  monitorare la diffusione del covi-19.

In quel comunicato era ben chiaro che né Google né Apple avrebbero però sviluppato un’app autonoma per tracciare la diffusione del virus:

Tutti noi di Apple e Google crediamo che non ci sia mai stato un momento più importante per lavorare insieme per risolvere uno dei problemi più urgenti del mondo. Attraverso una stretta collaborazione e collaborazione con sviluppatori, governi e operatori sanitari pubblici, speriamo di sfruttare la potenza della tecnologia per aiutare i paesi di tutto il mondo a rallentare la diffusione di COVID-19 e ad accelerare il ritorno alla vita di tutti i giorni.

Apple e Google retroscena app covid-19

Nel mese di maggio in tanti abbiamo notato l’integrazione nei nostri sistemi operativi di “funzioni” in grado di integrare l’app governativa (Immuni è quella a noi nota scaricabile da Google Store e Apple Store) e evitare abusi per la privacy.

Apple lo ha fatto con la versione iOS 13.5 mentre Google con le patch di sicurezza di maggio sui dispositivi Android.

Cos’è  cambiato da Aprile ad oggi?

Il primo settembre Apple ha rilasciato iOS 13.7 e con esso  Exposure Notifications Express ( Notifiche di esposizione Express), l’app integrata nel sistema operativo.

Ad oggi non sappiamo se le autorità pubbliche hanno aderito all’iniziativa , la stima all’inizio del mese si aggirava intorno al 55%.

Sia Apple che Google precisano però che come la prima notificazione all’esposizione covid-19, l’app integrata avrà tutte le garanzie sulla privacy e necessita di essere abilitata

Apple e Google retroscena app covid-19

Gli utenti devono abilitare esplicitamente le notifiche di esposizione, nulla è abilitato per impostazione predefinita.

Nessun dato sulla posizione viene condiviso e il sistema non condivide la propria  identità con altri utenti, Apple o Google.

Tutte le corrispondenze vengono eseguite sul dispositivo e gli utenti hanno il pieno controllo sul fatto che vogliano segnalare un test positivo.

Qualora si decida di abilitare  le notifiche di esposizione nelle Impostazioni, il proprio iPhone inizierà il monitoraggio.

Tramite Bluetooth per registrare possibili esposizioni in modo da poter essere avvisato di una potenziale esposizione a COVID-19 in base alle linee guida stabilite dall’autorità sanitaria pubblica locale.

Le motivazioni dell’aver introdotto un’app di default nei sistemi operativi sta nell’aver semplificato il compito alle Autorità pubbliche sanitarie.

Compileranno in un file di configurazione con:

nome, logo, i criteri per attivare una notifica di esposizione;

le informazioni e il protocollo che vengono visualizzati agli utenti in seguito a un’esposizione.

Quindi un impegno di particolare importanza nella lotta alla diffusione del virus, con l’intendo di aiutare le Autorità nazionali.

Apple e Google retroscena app covid-19

Nonostante dunque quanto asserito nelle dichiarazioni nel mese di Aprile, Apple e Google integrano l’app Exposure Notifications Express.

Questo può dare la sensazione che non si ha più possibilità di scelta.

Non è proprio così, infatti occorre comunque attivarla e dare i consensi per la privacy

Dovesse essere un giorno il contrario, le aziende produttrici dei software, dovranno necessariamente informare  l’utenza, perchè il libero arbitrio, né Apple né Google possono togliercelo.