Il cellulare ci spia, fantasia o realtà

Il cellulare ci spia, fantasia o realtà

Chi non ha mai i notato quella strana pubblicità che appare su Facebook oppure su Google nonostante non si è mai effettuato ricerche mirate?

Eppure l’articolo proposto rientra tra le nostre preferenze, fa parte delle nostre abitudini.

La spiegazione c’è,  ed è molto semplice

Eppure si ha sempre la sensazione di essere spiati, ascoltati e si guarda il cellulare poggiato sul tavolo con diffidenza.

Cosa c’è di vero e cosa invece è soltanto fantasia.

Di vero c’è che effettivamente la tecnologia oggi ci “osserva”, ma a a darle questa opportunità siamo noi con le nostre abitudini e scelte.

Iniziamo col dire che attivare la posizione sul proprio smartphone è una di queste abitudini, ma non sempre però è una scelta sbagliata.

A chi non è capitato di essere in difficoltà e aver bisogno di soccorso o aiuto immediato?

Ebbene l’opzione di Google “invia la mia posizione” potrebbe un giorno salvarci la vita, ma consentirà a Google di conoscere sempre i nostri spostamenti.

Disattivarla se non usiano app che lo richiedono (o magari utilizzare l’opzione solo quando in uso) potrebbe essere utile, anche in termini di consumo della batteria.

Cosa dovrebbe invece davvero preoccuparci?

L’anno scorso sotto accusa finirono  Google e Samsung (per chi ne avesse memoria parliamo della famosa vulnerabilità  CVE-2019-2234) per le app delle loro fotocamere.

In un articolo interessante, il team di Checkmarx, spiegava in che modo questa vulnerabilità invece, aiutasse le app di terze parti a bypassare le autorizzazioni sia dell’utente sia di Android:

I nostri ricercatori hanno determinato un modo per consentire a un’applicazione canaglia di forzare le app della fotocamera a scattare foto e registrare video, anche se il telefono è bloccato o lo schermo è spento. I nostri ricercatori potrebbero fare lo stesso anche quando un utente si trova nel mezzo di una chiamata vocale. Fonte: checkmarx.com

Quindi i mostri dispositivi mandavano foto, video e registrazioni di intere conversazioni sui server dell’app canaglia

Fatti i dovuti controlli sia Google che Samsung, dopo aver individuato la vulnerabilità a novembre del 2019 e stabilito la natura di pericolosità  alta della vulnerabilità ne diedero notizia

Svilupparono una patch di sicurezza in grado di correggere il problema

Quindi se  se abbiamo un telefonino “pulito”, anche gli attuali assistenti vocali contro i quali in tanti puntano il dito, non fanno altro che fornire informazioni.

Google in particolare fu presa di mira dall’agenzia Android Police, nel novembre  2019,  in quanto erano state scoperte delle “registrazioni continue” dell’assistente vocale.

 Ovviamente la risposta del colosso californiano non tardò ad arrivare

In un comunicato Google asserì che era un test per un numero limitato di utenti, lasciando il microfono in funzione anche dopo la risposta dell’assistente.

Durante  Google I/O del 2018 fu annunciata la funzione “conversazione continua” in grado di far funzionare l’assistente in maniera da poter dare risposte rapide e consecutive all’utente, ma non era in grado di capire un comando se non prima del famoso “OK Google”.

Il cellulare ci spia? Fantasia o realtà

Dicevamo all’inizio che la risposta a chi sfrutta le nostre informazioni è semplice:

Google, Facebook ed Amazon in particolare,  fruttano i dati forniti dal nostro cellulare fornendoli a partners commerciali, ecco perchè troviamo la pubblicità di qualcosa che in un certo qual modo attiri la nostra attenzione.

Facebook per prima ha iniziato ad informare gli utenti del perchè vedono un determinato post.

Leggendo i contenuti cliccando sui tre puntini in alto a destra dei  post “sospetti” viene spiegato in base a quali criteri sono pubblicati sul nostro profilo (se non lo avete ancora fatto, conviene dare un’occhiata).

Il cellulare ci spia? Fantasia o realtà

Dove arriva la fantasia e dove effettivamente si tratta di fatti reali, è difficile a questo punto stabilirlo.

Sta di fatto che Mark Zuckerberg fu chiamato a testimoniare dal Governo Americano che a seguito dello scandalo   Cambridge Analytica (che vide coinvolti 87 milioni di utenti nel modo e quasi 300.00 solo in Italia), nell’aprile del 2018 , che volle sapere dal co-fondatore di Facebook se davvero avessero spiato così tante persone.

Confessione parziale ovviamente, erano circa 50 milioni di utenti e nessun dato sarebbe trapelato da Facebook, dopo aver usato l’account di accesso, mentre  invece l’accusa asseriva che vennero forniti alla Cambridge Analytica ( agenzia britannica incaricata da Facebook per le stime degli utenti e delle loro abitudini).

Poco dopo il famoso social network promise condizioni d’uso più chiare e norme sui dati più rigide.

Potremmo scrivere per ore portando tanti argomenti che obiettivamente a volte sono inquietanti, dalle voci di un accordo tra CIA, NASA ed Apple appena poco dopo l’attentato alle Torri Gemelle del’11 settembre del 2001.

Ed ancora le dichiarazioni di David Gubiani, responsabile per il Sud Europa di Check Point Software, una compagnia israeliana attiva nella cybersecurity.

Gubiani ha però detto una cosa di fondamentale importanza, i cellulari ci spiano ma per l’80% è colpa nostra, in quanto scarichiamo app non controllate oppure apriamo messaggi o mail sospette

Assolutamente vero, impariamo allora ad usare il nostro smartphone in maniera logica senza lasciarci prendere dall’angoscia.

Un app spia potrebbe essere legale per controllare gli spostamenti dei nostri figli minori, ma non lo è certamente, ad esempio, per controllare moglie o fidanzata

Il web è pieno purtroppo di queste app, il consiglio è dunque di tenere d’occhio la batteria del vostro cellulare.

Si perchè le app usano controllare il nostro telefono per lo più quando non è in uso.

Quindi un consumo anomalo potrebbe esser semplicemente la batteria da cambiare oppure uno spiyware

Preferiate affidare il vostro cellulare alle cure di un amico esperto o un centro di assistenza

Se possibile  non usate app per controllare la loro presenza, non sono consigliate.

Diffidate da mail che chiedono di reindirizzarvi ad atri link.

Fate attenzione a sconosciuti che vi chiedono il cellulare perchè sprovvisti e si allontanano per privacy.

Pochi accorgimenti e non dovremmo avere nulla da temere, se non essere infastiditi da qualche banner pubblicitario