Sanzioni inasprite uccideranno il marchio Huawei

Sanzioni inasprite uccideranno il marchio Huawei

Huawei ha dovuto assorbire durissimi colpi, dopo le sanzioni volute da Trump nel 2019.

Con grande coraggio e rimboccandosi le maniche, a tratti sembrava che fosse in grado di restare in piedi, o quantomeno barcollare ma non cadere.

Purtroppo ecco che l’inasprimento delle sanzioni, potrebbe davvero dare il famoso colpo di grazia al brand cinese.

Cosa è accaduto dunque di tanto grave?

La divisione HiSilicon di Huawei si è affidata a software di società statunitensi come Cadence Design Systems Inc ( CDNS.O ) e Synopsys Inc ( SNPS.O ) per progettare i suoi chip.

 Ha esternalizzato la produzione a Taiwan Semiconductor Manufacturing Co (TSMC) ( 2330.TW ), che utilizza apparecchiature di società statunitensi

L’8 agosto, la rivista finanziaria Caixin ha riferito che Huawei smetterà di produrre i suoi chipset Kirin di punta il mese prossimo a causa della pressione degli Stati Uniti sui fornitori.

A riportarlo è una fonte non di poco conto, stiamo parlando di Reuters.com.

Risultato? Probabilmente il processore Kirin non alimenterà più i dispositivi Huawei non potendo quest’ultima produrne e le restrizioni impongono ai produttori di terze parti, di non vendere al brand cinese chips con componenti “americani” nel suo interno.

Dunque le scorte a disposizione dell’OEM sono quasi finite e nessun altro produttore può fornirgliene.Si perchè buona parte dei processori sono prodotti o in America o con materiale proveniente da quel continente.

Ecco allora che nonostante la sospensione dei servizi di Google  un mezzo miracolo  Huawei  lo aveva fatto con i suoi Mobile Service.

I risultati hanno sorpreso tutti e Hauwei  con HMS è tornata a vendere i suoi prodotti con ottimismo.

Da maggio però non riesce più a produrre come detto i processori, si è rivolta   a Mediatek e  ha anche avuto il supporto di Qualcomm che tiene Huawei molto in considerazione.

17 agosto, la condanna a morte di Huawei

Se a maggio non era ancora chiaro cosa stesse accadendo ora lo è eccome.

 Dal Dipartimento del Commercio Stati Uniti:

“Huawei e le sue affiliate estere hanno esteso i loro sforzi per ottenere semiconduttori avanzati sviluppati o prodotti da software e tecnologia statunitensi al fine di soddisfare gli obiettivi politici del Partito Comunista Cinese”, ha detto il Segretario al Commercio Wilbur Ross 

“Poiché abbiamo limitato il suo accesso alla tecnologia statunitense, Huawei e le sue affiliate hanno lavorato attraverso terze parti per sfruttare la tecnologia statunitense in un modo che mina gli interessi della sicurezza nazionale e della politica estera degli Stati Uniti. Questa azione su più fronti dimostra il nostro continuo impegno a impedire la capacità di Huawei di farlo “.

L’emendamento odierno perfeziona ulteriormente la regola del periodo di servizio di volo applicando il controllo alle transazioni:

1) dove il software o la tecnologia statunitense è la base per un elemento prodotto all’estero che sarà incorporato o sarà utilizzato nella “produzione” o “sviluppo” di qualsiasi “parte”, “componente” o “apparecchiatura” prodotta, acquistata o ordinata da qualsiasi entità Huawei presente nell’elenco delle entità;

2) quando qualsiasi entità Huawei presente nell’elenco delle entità è parte di tale transazione, ad esempio un “acquirente”, “destinatario intermedio”, “destinatario finale” o “utente finale”.

Processori Intel AMD (per notebook), processori, semiconduttori per apparati di rete e antenne.

Nulla di tutto questo potrà essere acquistato da Huawei.

La stima delle riserve in suo possesso dicono che potrà “sopravvivere” fini agli inizi del 2021

A calare nelle vendite però non solo Huawei, ricordiamo che Sony uno trai  maggiori fornitore di sensori e se fino a maggio Huawei  non poteva farli produrre adesso però  non può più comprarli.

I sensori della Sony infatti sono parzialmente prodotti con tecnologie statunitensi e i guadagni mancati dalla fornitura a Huawei, indurrà forzatamente la multinazionale giapponese a sperare comunque di vendere ad  altri clienti  proprio su uno dei mercati più proliferi al mondo quello cinese.

Sanzioni inasprite uccideranno il marchio Huawei?

Un po’ il tifo per l’azienda alzi la mano chi non l’ha fatto, considerato i suoi stupendi dispositivi, con fotocamere di qualità e hardware da fare invidia, senza entrare nel merito ovviamente di cosa sia effettivamente accaduto e se accaduto.

Resta la delusione di tanti milioni di clienti (in tutto il modo USA compresi) qualora Huawei dovesse non farcela per una guerra voluta non da tutti, ma che alla fine ha coinvolto tutti.

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