Mate 30 nessun componete statunitense

Mate 30 nessun componete statunitense

Huawei fini ad oggi non hai rinunciato a componenti, anche in parte, fabbricati in Usa

La svolta avviene con l’uscita di Huawei Mate 30, che sostanzialmente segna la fine o rottura totale se preferite con gli Stai Uniti.

A riportare la notizia, che potrebbe sembrare futile ma non tanto, è  The Verge.

Il blog internazionale pone il quesito e da anche la risposta: Hauwei sarebbe stata in grado di realizzare un dispositivo senza componenti americani?

Ebbene sembrerebbe di si

La nota vicenda dei blocchi voluta da Trump ha invogliato sempre più il brand cinese ad accelerare i lavori per lo sviluppo di un Sistema Operativo proprietario e questo non piace a Google.

Tempo fa, Android Authority (molto vicino al colosso californiano) rese delle dichiarazioni che ben ricordiamo:

Lo sviluppo di un sistema operativo da parte di Huawei non è un male solo per Google, ma per Android in generale.

Immaginate una popolazione così numerosa come quella cinese, smettere di usare Android?

Dichiarazioni che noi riportammo e ci fecero riflettere, in meno di un anno Huawei ha stravolto il suo modo di agire.

Ecco allora la svolta di cui parlavamo, l’OEM non userà nessun componete in futuro per la produzione degli smartphone, sta sempre più lavorando per sostituire i servizi di Google e  alacremente per il sistema operativo proprio.

Mate 30 nessun componete statunitense

The Wall Street Journal nell’edizione inglese ha confermato quanto asserito da The Verge, fornendo il nome in laboratorio tecnologico giapponese USB e Formalhaut Tecno Solution che ha smontato il dispositivo:

L’analisi di UBS e Fomalhaut Techno Solutions afferma che il Mate 30 di Huawei non contiene affatto parti statunitensi. Huawei sembra aver trovato fornitori non americani per diversi componenti critici. Ad esempio, sta ora acquistando amplificatori audio dall’NXP olandese anziché da Cirrus Logic, facendo affidamento interamente sulla propria divisione di semiconduttori HiSilicon per chip Wi-Fi e Bluetooth anziché Broadcom e utilizzando altre società come Murata giapponese e MediaTek di Taiwan per altre parti precedentemente fornito da produttori statunitensi. [The Verge]

Huawei ha dunque prodotto un dispositivo privo di componenti statunitensi, ma da dicembre ( allora fu riportata la notizia) ad oggi è nata anche la serie P40, senza i servizi di Google.

I clienti in procinto di acquistare i nuovi dispositivi si pongono mille domande e a nostro avviso Huawei sta già rispondendo con contromosse azzardate ma non impossibili.

La domanda sorge spontanea, se non fosse accaduto nulla e non fosse stato imposto il blocco nei suoi confronti:

dove sarebbe oggi il brand cinese nella classifica dei migliori dispositivi Android?

Lo era all’inizio  dell’anno scorso tra i primi ed oggi, avrebbe di sicuro sbaragliato la concorrenza.