Lo stato batte cassa sulle Sim. ecco chi dovrà pagare

In vista della legge di bilancio 2020 l’ipotesi della tassazione sulle sim a carico di alcuni utenti.

In questi giorni il Governo discute la Legge di Bilancio 2020. Tra le proposte presentate dal M5S-PD l’ipotesi di introdurre una nuova tassa sui telefoni cellulari. Lo stato batte dunque cassa sulle Sim. Con una nuova imposta che prevederebbe 13 euro da pagare per il possesso di una SIM telefonica. Imposta che andrebbe a colpire i consumatori attraverso un bene ritenuto ormai di prima necessità.

Tassa sui cellulari: chi dovrà pagare?

La nuova tassa sulle SIM telefoniche dovrebbe prevedere il pagamento di un contributo di 13 euro su ogni ricaricabile a carico della  clientela business.

La nuova imposta verrebbe applicata sui contratti registrati con Partita IVA e colpire dal libero professionista al commerciante. Il pagamento avverrà una tantum al momento dell’attivazione di una nuova SIM, o alla sottoscrizione di un nuovo contratto. I clienti che hanno già attiva una SIM con partita Iva non subiranno modifiche.

La nuova tassa nascerebbe da una sovrastima delle entrate previste dalle nuove misure alla lotta all’evasione fiscale, che renderebbe necessario trovare altre possibili entrare per lo Stato.

I 5 Stelle hanno smentito tutto definendo la proposta in manovra come “preoccupante” lasciando intendere che l’idea provenga dalla  Sinistra.

L’idea arriverebbe con tempistiche sbagliate. Se da una parte lo Stato otterrebbe in cassa circa 1 miliardo di euro, ha spiegato Vito Vitale della Cisl, dall’altra aumenterebbe i costi delle aziende diminuendo il fatturato degli operatori telefonici proprio in un momento in cui si cerca di rientrare da costo delle licenze del 5G. Lo stato batte cassa sulle Sim nel momento sbagliato anche se al momento si rincorrono conferme e smentite

Revisioned by Gaetano Valenti

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