Ricarica Wireless o USB?

Ricarica Wireless o USB? Quale il modo migliore per ricaricare i nostri Smatphone?

Ormai l’autonomia dei dispositivi sembra assumere particolare importanza sia per le case produttrici che per gli utenti che spesso si lamentano di questo aspetto.

Difatti appare inconcepibile che device costosi, progettati per il lavoro, non riescano ad arrivare fino a sera. Tuttavia è pure vero che oggi chiediamo sempre più funzioni ai nostri Smatphone. Molti rimpiangono i vecchi Motorola 4200 e il mitico Nokia 3310, ma non si ricordano che l’uso si limitava a chiamate e a qualche sms.

Con questa guida vogliamo affrontare ciò che si deve sapere sulla ricarica dei nostri indispensabili compagni di giornata.

Iniziamo da come effettuare una ricarica: standard, Fast Charger, Wireless.

Ricarica USB

La ricarica USB è quella standard, quella che troviamo in dotazione in tutte le confezioni al momento dell’acquisto del nostro smatphone. A seconda dei dispositivi possiamo avere una ricarica Standard o una Fast Charger. La differenza fra le due “tecnologie” è il tempo di ricarica, quindi la quantità di energia elettrica che il nostro smartphone permette di far passare nei circuiti fino alla sua batteria. Non esistono problemi di sovra alimentazione in quanto tutti gli smartphone hanno al loro interno protezioni.

La velocità di ricarica è legata allo standard utilizzato. Per esempio una USB 1.0 al massimo ci consentirà di usufruire fino ad un massimo di 2.5W, una USB 3.1 potrebbe garantirci fino a 100W. E’ la tecnologia dei nostri device che mixa nel modo migliore tutti i parametri di ricarica in modo da efficientare al meglio la nostra batteria. Questo ha permesso quindi l’introduzione della ricarica Fast, ovvero la ricarica veloce. Grazie al miglioramento della tecnologia USB ed alle ottimizzazioni dei software oggi è davvero semplice avere sempre un device in piena efficienza energetica, presa elettrica permettendo

Capitolo a parte i Power Bank. Sono vere e proprie batterie. Nate con poca capacità e quindi poca autonomia di ricarica, oggi troviamo prodotti che vantano quasi 30.000 mAh!

La cosa importante è sempre verificare la compatibilità fra Smarphone e carica batterie ed evitare cavi USB di scarsa qualità che sicuramente ne diminuiscono l’efficienza. In ogni caso è bene sapere che i sistemi di ricarica fast non danneggiano batteria e device. Se avete il timore che il surriscaldamento danneggi il vostro smartphone sappiate che il deterioramento è veramente molto basso, tanto da farvi stare tranquilli ben oltre la sua sostituzione

Ricarica wireless

 

Prima di tutto è bene sapere che nel settore ricarica wireless al momento ci sono solo due colossi che fanno il buono e cattivo tempo: WPC, Wireless Power Consortium, e PMA, Power Matters Allance. Il WPC è un’organizzazione associativa che gestisce gli standard, Fra questo c’è Qi, probabilmente il più utilizzato e disponibile sui Smarphone come Samsung, HTC, Nokia e Motorola, solo per fare qualche nome. Il sistema utilizza l’induzione magnetica. Il PMA si differenzia solo per frequenza utilizzata oltre a protocolli di connessione diversi

Per capirne appieno il funzionamento vogliamo provare a utilizzare alcune nozioni fisiche ma soprattutto un esempio pratico. Il piano cucina ad induzione è quello più comune!

I piani cucina ad induzione sfruttano infatti il principio dell’induzione elettromagnetica, la legge di Faraday, per la quale l’energia generata dalla zona cottura a contatto con la pentola, genera un campo elettromagnetico in grado di attivare le “particelle” di ferro presenti nella pentola. Il movimento di queste particelle genera calore. Ecco dunque che avremo una pentola calda ma al tempo stesso un piano cottura freddo. Il criterio di funzionamento di un wireless charger è molto simile. Grazie al trasferimento tramite induzione elettromagnetica, è possibile inviare l’energia generata dalla base di ricarica (tramite l’elettricità che la base riceve dalla presa di corrente a cui è collegata) direttamente alla batteria del dispositivo, tramite gli appositi sensori trasmettitori collocati sulla base e ricevitori residenti sul dispositivo.

Legge di Faraday

Come è fatto un wireless charger?

Un caricabatterie wireless si compone di una base sulla quale appoggiare il nostro device, e di un cavo di alimentazione da collegare alla corrente elettrica. Alla maggior parte dei caricatori ormai vengono “trattati” superficialmente con materiali che ne aumentano il grip per fare in modo che il disponitivo non scivoli. Ci sono poi i trasmettitori di energia che generano il campo elettromagnetico predisposto al trasferimento

Modulo Wireless

Come funziona la ricarica wireless

La ricarica wireless Qi richiede il contatto fisico con il dispositivo e utilizza una tecnologia induttiva risonante tra la stazione e il device. Quando uno smartphone, per esempio, viene posizionato su un caricatore senza fili, viene inviato un “ping” dalla stazione al dispositivo per verificare se il telefono è abilitato. La stazione, a questo punto, riverifica nuovamente lo standard Qi per stabilire la velocità di alimentazione supportata. Una volta espletate queste “formalità”, il caricatore avvia l’induzione. Qi è una tecnologia già piuttosto datata, ma il suo punto di forza sono i moduli universali di caricamento che possono essere applicati dietro la batteria di un telefono per renderlo compatibile con questo standard. PMA utilizza la stessa tecnologia di ricarica induttiva, anche se con una frequenza diversa.

Se i vostri device non sono nativi wireless esistono adattatori in commercio, li potete trovare anche su e-store come Amazon

Sono davvero sicuri i caricabatterie wireless?

È perfettamente sicuro stare in stretta prossimità di un caricabatteria wireless. Una delle sezioni di WPC lavora esclusivamente su questo aspetto, quindi  potete continuare a ricaricare il vostro telefono sul comodino, durante la notte, o sulla scrivania, quando siete a lavoro. Quando il caricabatteria wireless non è connesso ad uno smartphone o un tablet, emette un segnale innocuo per ricercare la bobina di ricezione della ricarica wireless, come quella all’interno di uno smartphone. Poiché la bobina di ricezione (nello smartphone) deve essere in contatto con la bobina nella base di ricarica, il segnale non si estende all’atmosfera circostante. Quando lo smartphone tocca fisicamente la base di ricarica, il segnale si concentra sulla bobina di ricezione del telefono, e la ricarica inizia. L’intero processo di ricarica wireless emette meno radiazioni di un telefono connesso ad una rete mobile.

Come ricaricare il nostro smarphone? Potrebbe dettata da comodità o praticità, a voi la scelta. Se possibile però non aspettate però che il livello scenda sotto il 15%. Livello ottimale? Non sotto il 30% non sopra il 100%

 

Amazon Carica batterie Wireless Amazon Carica Batteria USB  Amazon Power Bank

Potrebbe interessarti: Samsung Vs Spigen. Caricatori wireless