Giovani e depressione, i social e la tv ne aumentano i sintomi

L’uso della televisione e dei social media aumenterebbe il rischio depressione negli adolescenti.

Questo è quanto emerge da uno  studio condotto da Patricia Conrod del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Montreal e pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics.

Videogiochi e computer non sono i responsabili poiché in essi i teenager non sarebbero chiamati a confrontarsi con gli altri.

I ricercatori hanno condotto uno studio su circa 4.000 ragazze e ragazzi con età media di circa 12 anni.

Annualmente i soggetti sono stati chiamati ad indicare il tempo trascorso davanti ai diversi dispositivi quantificando una serie di sintomi affini alla depressione come:

  • tristezza;
  • senso di inutilità;
  • pensieri suicidi.

Al termine dello studio, durato circa quattro anni, è emerso che

  • per ogni ora in più davanti alla tv o ai social crescono i sintomi depressivi;
  • per computer e videogame non è stata rilevata alcuna relazione con tali sintomi.

Social media e tv sono “forme di comunicazione che espongono gli adolescenti a frequenti immagini di altre persone in situazioni favorevoli“.

Un corpo perfetto, uno stile di vita facoltoso e fuori dalle regole potrebbe provocare invidia, frustrazione e depressione nel confronto con “l’altro“.

Non è tanto il tempo trascorso sui social e tv a facilitare il sorgere di sintomi depressivi ma sono alcuni contenuti e la frequenza di essi che provocano una sorta di effetto a spirale.

I giovani in stato depressivo tendono a ricercare informazioni corrispondenti al proprio stato d’animo innescando una spirale che peggiora la propria situazione.

Naturalmente ciò non consiglia un uso libero e senza limiti di videogiochi e computer ma cerca di porre l’attenzione su un fenomeno ormai noto.

L’attenzione dei genitori dovrebbe essere rivolta verso un uso medio e controllato dei dispositivi in genere, da parte dei propri figli.

Elaborato da fonte: Fondazione Veronesi

Revisioned by Gaetano Valenti