Spotify, rinnova e distribuisce

Spotify, ormai è dentro le nostre vite. Grazie alla mega applicazione di streaming musicale più famosa al mondo, tutti i giorni abbiamo la possibilità di ascoltare musica quando più ci pare e piace.

A casa, scuola, lavoro e momenti di relax sempre con in tasca la nostra fedelissima playlist, pronta ad essere rivoltata.

Con la prova gratuita dei 30 giorni e poi con abbonamento mensili che vanno da un costo di 9,99 al mese per singolo abbonamento, fino alla possibilità di avere la versione “Premium Family” con un costo di 14,99, condivisibile fino ad un massimo di 6 persone che hanno residenza sotto lo stesso tetto.

IL CAMBIAMENTO

La piattaforma più famosa al mondo, ha annunciato la chiusura del “programma sperimentale” che permetteva agli artisti di condividere direttamente sulle proprie pagine di Spotify nuovi brani.

L’annuncio viene proprio dal blog ufficiale della società, sotto la guida dei vertici dell’azienda quotata presso la borsa di New York.

“Il modo più efficace in cui possiamo migliorare l’esperienza nell’offrire musica a Spotify per il maggior numero possibile di artisti ed etichette è quello di appoggiare il grande lavoro che i nostri partner di distribuzione stanno già facendo per servire la comunità musicale”

e ancora si legge nella nota:

“Lo scorso anno abbiamo migliorato notevolmente il nostro lavoro con i partner di distribuzione per garantire la qualità dei metadati, proteggere gli artisti dalle violazioni, offrire ai loro utenti accesso immediato a Spotify per artisti e altro ancora”.

La funzione verrà chiusa definitivamente alla fine di questo luglio, ma nel frattempo lo staff di Spotify supporterà i propri iscritti nella migrazione degli album verso altri provider.

LA STRATEGIA

La decisione è evidentemente strategica: con i permessi accordati agli artisti per caricare direttamente i propri lavori sulla piattaforma, Spotify sarebbe diventato anche distributore, mettendo un piede in una realtà ancora non nota allo Staff di Spotify.

Daniel Ek e i suoi collaboratori, molto probabilmente, preferiranno concentrare i propri sforzi su funzioni più specifiche ed esclusive come quella relativa alla condivisione delle playlist e la suite Spotify for Artists, oltre che alla produzione di contenuti esclusivi e anteprime internazionali