Cina-USA: problemi per Apple

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è sempre più critica. 

Dopo il bando di Huawei per motivi di sicurezza nazionale, il presidente Donald Trump ha imposto nuovi dazi doganali al 25% per i tutti i prodotti provenienti dalla Cina.

Quella che sembrava la possibile fine di Huawei può causare molti problemi anche alle aziende americane che producono in Cina, tra cui Apple. Tutti i prodotti dell’azienda di Cupertino sono infatti prodotti in Cina, ad eccezione di iPhone SE, prodotto in India.

 

Conseguenze

L’aumento dei dazi doganali imposti dagli Stati Uniti potrebbe causare un aumento di prezzo dei prossimi prodotti Apple. Il motivo è semplice: se l’importazione costa più del solito, l’azienda dovrà tamponare questi costi, che ricadrà sul prodotto finale venduto al pubblico.

L’aumento dei prezzi non riguarda però solo l’America come si potrebbe pensare, ma anche la stessa Europa. Tutti i dispositivi sono infatti prodotti in Cina ma vengono testati e certificati in America dalla stessa Apple. Prima di essere spediti a livello internazionale i dispositivi passano quindi dalle dogane Cina-USA, costringendo quindi a pagare i dazi necessari.

 

Possibili soluzioni

Una possibile soluzione per contenere i costi finali sarebbe quella di spostare la produzione dalla Cina all’India, dove Apple produce attualmente iPhone SE. Tale cosa non è comunque facilmente attuabile e ha costi elevatissimi. Le imprese dovranno infatti trasferirsi dalla Cina all’India, portando al licenziamento degli attuali lavoratori e di conseguenza a una forte disoccupazione.

Apple ha già trasferito il 15-30% della sua produzione all’infuori della Cina. Insieme all’India troviamo infatti Vietnam, Indonesia, Malesia e perfino il Messico.

Poche ore fa Apple, con il sostegno e l’aiuto da parte di Microsoft, Dell, HP e Intel, ha inviato una lettera a Robert Lighthizer, attuale rappresentante del commercio degli Stati Uniti d’America in cui esprimono il loro disappunto sugli ultimi dazi imposti da Trump.

Tra le maggiori preoccupazioni vi sono gli effetti negativi sullo sviluppo economico del Paese oltre a un effetto boomerang negativo per le grandi aziende statunitensi che verranno danneggiate perdendo la loro competitività nel mercato mondale.