Huawei vs Trump e il silenzio assordante di Google tutto quello che gli altri non dicono

Huawei colpita dall’ira di Trump e l’analisi dei motivi.

Sebbene la restrizione sia arrivata solo domenica, i rapporti burrascosi tra Cina e USA sono sempre stati sotto gli occhi di tutti.

L’amministrazione Trump, come anche il Regno Unito, temono la potenza delle tecnologie di Huawei nelle progettazione e realizzazione di reti e strutture per il 5G.

Prova ne è , nel silenzio dei media, che a inizio maggio, il primo ministro britannico Theresa May ha licenziato il suo segretario alla difesa , Gavin Williamson.

E’ stato dichiarato che Gavin Williamson. era la fonte di un notiziario secondo cui il Regno Unito si stava preparando a fornire a Huawei l’accesso a parti della rete 5G del paese.

Si ritiene che May e i suoi alleati favoriscano il coinvolgimento limitato di Huawei nelle infrastrutture di rete britanniche, ma non un divieto totale. Questo è basato sul parere di GCHQ, l’agenzia di intelligence britannica responsabile della sorveglianza delle comunicazioni, che ha consigliato uno stretto monitoraggio di Huawei. Fonte CNN.

L’europa non accetterà passivamente ed è divisa se rispondere positivamente o meno all’invito di Trump nell’isolare il brand.

La stessa Google che ha immediatamente avuto una delega di 90 giorni, sembrerebbe non voler seguire le linee guida dell’amministrazione del presidente.

Reuters l’agenzia che per prima ha diffuso con sicurezza disarmante la fine di Android per Huawei, riprende il discorso con toni più pacati.

La questione di Huawei è al centro delle tensioni tra sicurezza e interessi economici quando si parla di influenza cinese . Mentre molti paesi in tutto il mondo condividono il sospetto di Washington – persino l’ostilità – nei confronti di Pechino, non sono disposti a prendere il colpo economico che la distinzione apertamente dalla Cina comporterebbe.

Huawei

 

Su cosa fa leva il governo cinese per contrastare gli USA

Terre Rare, l’asso nella manica grazie ad uno dei più importanti giacimenti presenti nella Cina meridionale e sebbene siano distribuiti un po’ ovunque sul pianeta, quello cinese ha un elemento particolare.

Ittrio, l’elemento essenziale alla realizzazione di componenti elettronici e guarda caso la Cina è la maggiore produttrice mondiale per le forniture alle aziende di tecnologia.

Ma per gli Stati Uniti anche questo non sarebbe un problema.

Si perchè nel giro di tre mesi, Huawei avrà terminato le scorte fatte anzitempo e non potrà più produrre i suoi dispositivi vista la chiusura dei rapporti con intel, Qualcomm e altre industrie americane.

Chi ci rimette tra i due litiganti sono i consumatori e non solo

Il calcolo della perdita di lavoro per operai cinesi e anche statunitensi, avrebbe dimensioni devastanti.

Milioni di utenti nel mondo sono alle prese con un dubbio amletico: Huawei si o Huawei no?

Huawei accusa gli Stati Uniti di bullismo e afferma di collaborare con Google per rispondere al divieto

Google non è disposta a perdere gli introiti provenienti dalle vendite, ma tace, comprensibilmente, ma tace.

Non ci saranno problemi per gli utenti che hanno acquistato dispositivi sia per i servizi del play store, Google maps, Gmail e neanche per gli aggiornamenti di sicurezza.

Si paventa l’ipotesi di non ricevere Android Q, ma sinceramente crediamo poco a questa soluzione. Nel mese di Giugno è previsto un incontro tra il presidente Americano e i vertici cinesi per il G20.

Per ora la restrizione comincia a sortire effetti negativi proprio sui mercati e borse americane.

Il presidente Donald Trump giustifica l’aumento delle tariffe sulle importazioni cinesi per motivi che stanno aiutando l’economia statunitense e sono per lo più pagati dalla Cina. È vero il contrario, dicono gli economisti.  cit. Bloomberg

https://youtu.be/5K4jwvFvZSk

Vi consigliamo di visionare un video di Bloolberg.