Huawei: il suo sistema operativo alternativo è già pronto per sostituire Android di Google ma..

Huawei ha già un proprio sistema operativo.

Va bene il piano B,ma….

Di seguito alle decisioni di Trump Google,, Microsoft,Qualcomm ed infine Intel, non hanno più diritto ad interagire con Huawei.

Tra tutti Microsoft non ha ancora aderito al taglio dei servizi.

Perchè?

Il divieto, come riportato da FrAndroid, non è totale e con un’autorizzazione speciale rilasciata dal governo, può bypassare il blocco voluto da Trump.

C’è da dire poi che gli smartphone si basano principalmente su tecnologie software statunitensi, la loro produzione si trova principalmente … in Cina.

Il governo cinese tace, ma se dovesse prendere delle decisioni avverse, allora c’è la possibilità che inizi una vera guerra fredda e ad onor del vero non si sa bene chi potrebbe subire più conseguenze.

Ma perchè conviene questa legge voluta dal Presidente?

Probabilmente gli Stati Uniti, costringeanno così Huawei a pagare prezzi elevati per la produzione dei software appunto americani.

Se da un lato Huawei aveva previsto che qualcosa potesse accadere preoccupandosi di correre ai ripari, dall’altra parte c’è il governo cinese che ha le redini del gioco e che ovviamente aiuterà il brand.

Nelle news della BBC abbiamo notato un “passaggio” che è bene riportare:

Presumibilmente Google non vuole rompere i legami con quello che è il secondo produttore di telefoni Android più venduto al mondo dopo Samsung – l’azienda cinese ha recentementdichiarato che oltre mezzo miliardo di consumatori usano i suoi telefoni.

In teoria, il Bureau of Industry and Security degli Stati Uniti potrebbe rilasciare una licenza per consentire a Google di continuare la relazione o almeno parti di essa, o addirittura fare un’inversione di marcia e abbandonare del tutto le sue restrizioni.

Ma se il blocco dovesse protrarsi, nulla hanno da temere gli attuali possessori di Huawei.

I loro dispositivi sono già stati certificati in processi noti come Compatibility Test Suite (CTS) e Vendor Test Suite (VTS).

Quindi Google potrà continuare a fornire i servizi, senza dover avere alcun rapporto con Huawei.

Questo accadrà anche con gli aggiornamenti di sicurezza.

Unico problema però che vista la assenza di comunicazione tra le due aziende, le patch di sicurezza potrebbero subire ritardi.

Solitamente Google fornisce il codice per correggere il software un mese prima dell’uscita ai brand.

Huawei apprenderà dell’aggiornamento lo stesso giorno del rilascio e da qui l’inevitabile attesa.

E’ pur vero che le notizie riportate non lasciano presagire nulla di buono nell’immediato, per un problema sorto per motivi di interesse.

Ma potrebbe presto finire proprio per non incorrere nello stesso problema da parte degli gli Stati Uniti.

Aggiornamento: concessa una sospensione di tre mesi al blocco nei confronti di Huawei.