La crisi Apple continua!

La crisi dell’iPhone si fa sentire
Foxconn (azienda produttrice di componenti elettrici ed elettronici) si rende protagonista di un rigoroso programma di ristrutturazione.

Per il 2019 infatti, sono previsti tagli sui costi, mentre l’andamento delle vendite di iPhone di certo non hanno giovato alla situazione.

Via dalle fabbriche oltre 50mila unità, segnale già avuto nel 2018, con un ciclo di lavorazioni stagionali anomalo già dall’autunno.
Alla fine della prima decade di Gennaio Foxconn, l’azienda produttrice dei sistemi elettronici – non solo per Apple – aveva fatto registrare a Dicembre un calo delle entrate significativo, oltre l’8%, valore complessivo di ricavi di circa 20 miliardi di dollari, giustificandolo così:

“C’è stata una minore richiesta di prodotti di elettronica di consumo”

Il calo ovviamente non poteva essere imputato direttamente alla crisi dei modelli più costosi di iPhone, anche se è poi arrivata la notizia di un taglio di produzione del 10% in casa Apple.

Ora arriva un taglio di posti di lavoro stagionali per 50mila unità, facilmente ricollegabili invece alle stime di produzione dell’iPhone, in ribasso.                          Impossibile però attribuire il calo della richiesta di forza lavoro esclusivamente a Apple, considerato come i tagli in Foxconn erano iniziati già in autunno, ad ottobre.

Mentre di sicuro l’importanza degli stessi è diretta conseguenza dell’andamento del mercato smartphone e di quello degli smartphone della “Mela”.
Foxconn punterebbe a tagliare i costi di circa 2,96 miliardi di dollari nel 2019, rispetto al 2018, secondo la stessa fonte che avrebbe avuto accesso a un “documento riservato”.

L’azienda si trova a barcamenarsi in un rigoroso programma di riduzione dei costi in vista di un difficile anno in vista.

Oltre a lasciare i lavoratori senza contratto spera di ridurre le spese con una ristrutturazione organizzativa.

Di recente, le unità aziendali che creano MacBook e iPad per Apple e un’altra divisione che produce laptop e desktop per Dell e Acer, sono state unificate.

Ciò significa che la politica aziendale è in forte cambiamento, eliminando la “segretezza” di produzione dei dispositivi.
L’azienda cinese, ha recentemente rilasciato un commento riportato da Reuters (agenzia di Stampa Britannica) che non soddisfa a pieno le esigenze di analisi sull’accaduto.

 Il portavoce della proprietà ha così deciso di uscire in pubblico dichiarando che:

“I cambiamenti nel numero di dipendenti fanno parte dei suoi abituali aggiustamenti basati sulla strategia globale e sulle esigenze dei clienti”

Periodo di rivoluzioni, cosa ci riserverà il 2019?