Guerra fredda pt.2

Ormai nota a tutti, ma sopratutto, molto recente è la situazione che coinvolge Cina e USA, coinvolte in una guerra fredda degna della scrittura del miglior sceneggiatore.

La vicenda ha inizio, quando l’attuale presidente USA, D. Trump, impone e innalza i dazi doganali nei confronti di chi importa all’interno del territorio Statunitense, prodotti commerciali di ogni tipo. 

Il caso di cui parliamo, coinvolge il colosso della telecomunicazioni che sta sbaragliando la concorrenza con i suoi dispositivi di fascia medio-alta a prezzi molto più competitivi. 

L’accusa? Spionaggio! 

Quello che la compagnia cinese Huawei ha di contro, è una “amicizia” molto forte con gli organi di governo del proprio paese di appartenenza. 

Questo, complica di molto la situazione, accusando il governo del paese orientale, di sfruttare quelli che sono i propri mezzi, per lo spionaggio internazionale, affermazione non da poco.

Il passo fatto, per contrastare tutto ciò da parte del governo Statunitense è il dichiarare pubblicamente che: “I prodotti del colosso sono difettati e di scarsa qualità e quindi se ne sconsiglia l’acquisto”

Commercio, marketing e commercio direte voi, portata avanti, da chi effettivamente dovrebbe guidare il paese verso una globalizzazione, aprendo le porte e non buttando giù ponti (ovviamente ognuno fa quello che crede meglio nei riguardi del proprio paese, nulla di più)

Nei giorni scorsi, Cina e Usa, avevano, di comune accordo, posto un fermo, quindi una vera e propria tregua a tutta questa vicenda, dandosi un periodo di 3 mesi per siglare un contratto che possa riuscire a ristabilire quello che era in principio un clima “sereno” tra due dei paesi piu estesi del pianeta. Ma in questi giorni, si è aggiunto un nuovo pezzo al puzzle infinito: 

Il giorno 1 Dicembre, lo stato del Canada, emana un mandato di arresto nei confronti di Meng Wanzhou, attuale direttrice finanziaria della società Huawei, nonché figlia del fondatore che dal lascito del padre (attuale CEO della società, ma lasciando l’incarico di presidente) ha preso su di se la responsabilità di CFO. 

La Cina non se ne è stata di certo a guardare e a tempo di record, ha richiesto il rilascio della Vice presidente, per la violazione dei diritti umani. 

Domani ci sarà l’udienza, in cui si stabilirà se sarà accolta la richiesta degli Usa per l’estradizione. 

La storia infinita continua e la crisi diplomatica non accenna a fare passi indietro. 

La guerra fredda continua e noi non possiamo fare altro che attendere i risvolti